Il Santuario della Madonna della Milicia

Il Santuario All'ingresso del paese di Altavilla Milicia, in provincia di Palermo, sul Belvedere, il Santuario della "Madonna della Milicia", è il riferimento principale di Altavilla. La costruzione, a croce latina, è in stile ottocentesco. Da segnalare alcune statue di notevole pregio, specie quella di S. Francesco di Paola opera del Bagnasco, che è anche l'autore delle quattro tele: Battesimo di Gesù, Resurrezione di Lazzaro, Sacrificio di Abramo, Ultima Cena. Interessante il Crocifisso, restaurato dal De Simone. che, purtroppo, ha fatto perdere le stile originario. Si tratti. infatti. di un crocifisso in stile bizantino, portato nel Santuario attuale, dalla Chiesa di S. Maria di Campogrosso. Anche se da circa 300 anni il luogo di culto Mariano della Sicilia Occidentale è il Santuario di Altavilla Milicia, l’atto ufficiale di elevazione è stato emanato con apposito Decreto dal Card. Salvatore De Giorgi Arcivescovo di Palermo in data 31 maggio 2004. La perla del Santuario è il quadro della Madonna, del XIV° secolo, probabilmente a scuola giottesca. Si tratta di un dipinto su legno, che è tornato agli antichi splendori dopo il restauro portato a termine il 30/4/1990. All'interno del Santuario ammiriamo le quattro tele del Bagnasco, che raffigurano i quatto Evangelisti, e la "Cupola di Luce" opera dell'artista siciliano Totò Bonanno eseguita con la tecnica dell'affresca, che raffigura la Pentecoste. La Storia Da un rendiconto della famiglia feudale dei Bologna, rileviamo le spese fatte tra i mesi di agosto e settembre dell'anno 1674 per una festa alla Mìlicia. La solennità dei festeggiamenti, l'arrivo di sonatori e preti, la preziosità del palio da consegnare come premio al vincitore della gara equestre e la vendita di cera squagliata, appaiono come segni di una devozione verso la Madonna venerata ad Altavilla, a pochi anni dall'attacco dei barbareschi. Si trattò però di un culto circoscritto e peraltro diffusosi per pochi anni, solo nel XIX secolo si potrà segnalare il tempo forte dei grandi pellegrinaggi, con uno scarto temporale troppo marcato per collegare l'origine del santuario esclusivamente all'incursione corsara. Nella seconda metà del Seicento e per quasi tutto il Settecento si officiava la Madonna della Mìlicia, ma si trattava di una festa di paese come tante in Sicilia se ne celebravano per il santo patrono. Il culto quindi si attenuò, per essere recuperato a fine Settecento a motivo della spontanea e crescente devozione legata ai miracoli attribuiti alla Madonna e per un programma di micro eventi ludici e religiosi più ricco e articolato. Dal 1785 la Deputazione cominciò ad essere particolarmente attiva: gestiva la bothega mercis, bannizzava la corsa barbarorum per i giorni 8 e 9 settembre, allestiva spettacolari fuochi d'artificio, amministrava le offerte e i beni che anno dopo anno diventavano sempre più numerosi, preparava e organizzava la festa religiosa con una certa scrupolosità, "a tenore dell'avvenimento". Da allora le schiere di pellegrini che saliranno il colle della Mìlicia diventarono più numerose e a detta di G. Pitrè "...chi non vide tanti devoti avviarsi per quella collina nella vigilia della festa non vide mai cosa più pittoresca, più commovente. A piedi, a cavallo, sopra carrette, in carrozza, su sciarabbà, per ferrovia, su barche, in vapori, da Lercara, da Alia, da Cerda, da Cefalù, da Termini, da Bagheria, da Palermo, da Monreale, da Carini, da Montelepre, da Partinico, da Balestrate, da paesi anche più lontani, giungono ad ogni ora, ad ogni istante, di continuo, devoti e devoti". Di recente il santuario della Madonna della Mìlicia è stato eretto, a norma del codice del diritto canonico, santuario mariano diocesano, con decreto promulgato il 31.05.2004 dal cardinale Salvatore De Giorgi, arcivescovo di Palermo. Il provvedimento, emanato su istanza del Rettore don Liborio Scordato, richiama il "prodigioso evento" dell'incursione pirata, sanando, aldilà delle motivazioni storiche in esso contenute, una lacuna burocratica. Infatti questo santuario, per l'affluenza continua dei fedeli, è ormai da secoli uno dei più importanti poli religiosi della Sicilia, "il primo e più insigne luogo di culto mariano della Chiesa palermitana".



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